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Signora dei sogni...io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare...
piccoli tratti a carboncino
7/1/2009 Cattivi pensieriCi vuole tempo per mettere in ordine i pensieri. Ce ne vuole ancora di più per i cattivi pensieri. Si cerca sempre di scacciarli dalla mente, ospiti non graditi, a volte inattesi. Ma loro sono sempre lì.
Credevo di averli sopiti, e quella vocina sempre buona dentro di me continuava a ripetermi:
'Smettila di fasciarti la testa. Sapevi bene che sarebbe arrivato il momento di scrivere la parola 'fine', anzi te lo auguravi. E ora? Ora che si avvicina invece hai paura'
Ed inutili sono state le mie rassicurazioni alla vocina: “non è paura, è attesa, attesa di vedere come si svolgerà l'ultimo atto”. Cara la mia vocina buona, hai visto che avevo ragione? Hai visto che, come un prestigiatore tira fuori il coniglio dal cilindro, se ne è uscito col suo coup de théatre? Hai visto il ghigno con cui ha cercato di umiliarmi ancora una volta? Non trattenermi! Lascia che gli spacchi quella testa bacata! Come dici? Non serve? Oh sì che serve, serve a me. Non mi consolano gli sguardi degli altri che lo giudicano come un derelitto, un pezzente, non mi bastano!!! Ok... è finita... hai vinto cara la mia buona coscienza... non ho fatto nulla... ho lasciato che scendesse quelle scale senza nemmeno lanciargli un insulto... Ok, a volte hai ragione, forse l'indifferenza è l'arma migliore... ma non puoi impedirmi di sperare nella giustizia del destino, lasciami sperare che venga ripagato con la stessa moneta per tutto il male che ha fatto a me! Come dici? Sono vendicativa? Sì. E non dimentico.
6/25/2009 Invidia!Recita il vocabolario:
"sentimento di cruccio astioso per la felicità, la fortuna, il benessere altrui: avere invidia di qualcuno (o contro qualcuno); provare invidia per,..."
Nella sua accezione estesa, il verbo invidiare arriva a significare
"provare ammirazione per un bene, per una qualità che altri ha,
desiderando di possederne in egual misura..."
Normalmente, è un sentimento che poco attecchisce col mio caratteraccio, che tende a peccare dell'estremo opposto, ma oggi, nonostante il suo 'mestiere' e tutto quello che significa per me, ho invidiato veramente l'autore di questa missiva, indirizzata al mio ben noto concittadino!!!
6/22/2009 EchiEchi di profumi: quell’odore del mare, inconfondibile, dapprima portato dal libeccio, e poi sentito sulla pelle al punto da non volersene staccare e la resina dei pini marittimi e dei ginepri selvatici
Echi di colori: il blu del mare con la spuma bianca che cresce, si dissolve e suvito dopo rinasce, la campagna con tutti i suoi toni di verde, le distese di girasoli e papaveri, i toni pastelli della sabbia asciutta e della terra polverosa
Echi di rumori: il silenzio della campagna maremmana appena sveglia, gli zoccoli dei cavalli dei butteri lungo la strada, il frinire delle cicale, l’infrangersi delle onde sulla battigia
Echi di luce: il sole che abbaglia e contrasta il blu terso del cielo, il grigio chiaro illuminato alle spalle dal sole, il lampo dei fulmini sulle colline immerse nel nero profondo
Echi di odori: il trito di aglio e prezzemolo, l’astice che sbollenta con i suoi pomodorini e le vongole a stufare nel tegame, con quel lieve pizzicare del vino che sta sfiammando, il tutto riunito in una nuvola che si alza dai piatti fumanti
Echi di voci che si sovrappongono attorno ad una lunga tavolata e poi si incrociano, parole che saltano da un capo all’altro e man mano aumentano di intensità per sovrastare il rumore degli scrosci di pioggia ed il rombo dei tuoni
Echi di risate piene, rotonde, che sgorgano naturali, che nascono col levar del sole e calano a luna già alta, che si spostano dalla casa al mare, dal mare alla strada, dalla strada alle alture del castello, dove il vento si diverte a giocare con loro e quasi risponde come a far loro eco
Cosa resta di queste sensazioni? Tutto. Restano dentro la mente, negli occhi e in ogni piccola parte di noi.
Resta una conchiglia perlata e colorata, dalla forma avvolta, liscia al tatto ma sfaccettata, ricca come un gioiello, e che riporta il rumore del mare.
Restiamo noi.
6/19/2009 Comunicazione di servizio
TUTTI A CASTIGLIONE DELLA PESCAIA!!! ULTIMO AVVISO...
6/18/2009 Serate genovesi, con sorpresa...Due passi da Canneto a Sottoripa, gettando distrattamente uno sguardo alle vetrine: dalla bottega che vende specialità etniche, alla piccola pescheria dove i biglietti dei prezzi sono ancora vergati a mano e puoi leggere la scritta ‘anchoue’ sulla cassetta delle acciughe, dalla bottiglieria che ha messo l’insegna ‘enoteca’ - che fa più trendy - al bugigattolo che vende babbucce e camicie pakistane, dalla friggitoria che ti offre “frixieu, panissa e faìn-à” al take away con i doner kebab.
Quello che indubbiamente colpisce è il colore: il colore delle merci dell’antica drogheria che ti offre spezie e legumi nei classici sacchi, il colore sulle vesti dei passanti, un vero crogiolo di razze, magrebini, senegalesi, cinesi, pakistani, cingalesi, sudamericani, persone che si muovono, camminano, ti abbracciano quasi.
Faceva caldo ieri sera alle 18.30, tra le case dei vicoli non riusciva a filtrare il vento di maestralin che ti scompiglia i capelli. Una sosta dal barista di ‘fiducia’, un cubalibre per rinfrescarsi e poi via al Suq.
Ed il Teatro del Mare si trasforma: la pista da pattinaggio ha lasciato il posto ad una ricostruzione dei meandri degli antichi mercati arabi, un percorso obbligato tra stoffe fruscianti, dalla seta damascata magrebina con i suoi colori pastello al cotone colorato con argilla dell’Africa nera, tra monili in argento povero, in legno laccato o ricoperti in madreperla. Sopra a tutto, come la nube di vapore di un hammam, l’odore forte di spezie e incensi aromatizzato, che si alza dai banchetti dei venditori di tajine, couscous, dolci arabi e thè alla menta, e altre leccornie.
E accade che vorresti ci fosse meno gente, per poter scorazzare tra i banchi senza code, dimenticando il significato aggregativo del mercato dell’antichità, con la sua lentezza, fatta di momenti dedicati all’osservazione delle merci, alla socializzazione tra il venditore ed il potenziale acquirente, tutte attività cui, come d’uso, deve essere riservato il giusto tempo. Un vivere lento che oramai non fa più parte del nostro modo di essere, tutti presi dalla velocità della tecnologia, delle informazioni in tempo reale, dalle auto che sfidano tutti i limiti di velocità. Una vita di corsa che non guarda più intorno a sé. Sorrido mentre mi faccio tutti questi discorsi e, quasi imbarazzata, rallento il passo, adattandolo agli altri, cercando di ritrovare una calma interiore.
Si fanno quasi le 23 e mi avvio verso l’auto quando la musica di un violino mi richiama: sopra un palco improvvisato, in un angolo davanti a palazzo San Giorgio, un gruppo sta suonando musiche popolari marocchine e il ritmo è quello di una tarantella. Le razze si mescolano sul piazzale del Mare, rischiarato dalle luci del bigo, e tutti, indistintamente accennano una danza. Popoli mediterranei, separati ed uniti dal mare, civiltà del passato e del presente. Scienziati e navigatori, commercianti che sulla rotta da Tabarka a Genova hanno seminato storie comuni.
6/15/2009 Le notizie che vorrei vedere sulle prime pagine dei giornaliSono stanca di leggere diktat di Mr. B, come quello 'suggerito' agli industriali a Santa Margherita, o le sue battute boomerang su veline, minorenni e voli di Stato, sperando che prima o poi venga sputtanato sulla pubblica piazza!
Sono stanca di leggere le percentuali di disoccupazione e PIL nella UE a causa di quella crisi che ci è persino imposto di non nominare pena il marchio di disfattisti!
Sono stanca di leggere le cifre da capogiro pagate per due calciatori, che altro non sono che due persone che lavorano 8 mesi all'anno, in mutande e danno solo calci ad un pallone!
Sono nauseata che invece queste notizie siano relegate a blog privati e che solo chi ha voglia di farlo riesca a leggerle.
""Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.
Oggetto: HO VISTO L’AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte
Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.
Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte. 6/14/2009 Cose da pazzi... Anche se domenica, non perdo il vizio di leggere i miei giornali on line, ovviamente tutti quelli considerati 'eversivi'!
Salto a piè pari – si fa per dire – quelle di politica (impossibile farlo, anche volendo...) e vado alla cronaca: tra incidenti e notizie varie dall'Italia e dal mondo una in particolare attira la mia attenzione. Dapprima noto l'errore (che ci volete fare... è più forte di me!): ma possibile che anche nel fare gli esterofili, restiamo di una ignoranza mostruosa Ma anche i bambini lo sanno che il programma si chiama PHOTOSHOP!!! E non è un refuso, è ripetuto e reiterato nel testo dell'articolo. Fossi la Adobe li citerei per stupidità...
Comunque, passo oltre e vado al contenuto: ed inizio a sorridere, ma per poco. Possibile che con tutti i buoni motivi che ci sarebbero per combattere il modello anoressico, o le sfilate di ragazzine 15enni, per arrivare ai blog pro-anoressia, proprio dal mondo della monda e dai loro magazines che sono i primi artefici del condizionamento mentale delle giovani generazioni, ci si appigli a questi???
“cresce il senso di frustrazione e disperazione di milioni di donne che in quelle foto non si riconoscono”
e la recessione economica perchè
"Con i tempi che corrono la gente vuole vedere donne dal look più rassicurante” Ma ce l'hanno il porto d'armi per sparare simili cazzate?
ps. ovviamente, ora inizierò a giocare col fotoshop con le mie foto, ma in senso inverso
![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons 6/12/2009 Di tutto un po'Se c’è una cosa che detesto della mia vecchiaia è l’essere diventata metereopatica… Basta un cambiamento più o meno pronunciato delle isobare e la mia pressione inizia a dare in balle, con conseguenze nefaste sul fisico e sul morale, quest’ultimo aggravato dalla necessità di rivolgermi allo sciamano di fiducia, che so già mi guarderà con fare tra lo stupito e il guardingo (il guardingo è ovviamente riferito alla mia ipotetica reazione Ed io sprofonderò nella disperazione più nera, certa di essere, come sempre, un’incompresa e, al tempo stesso, un mistero della medicina moderna. E vabbè… Inch’Allah… come si suol dire! Accetterò di buon grado i suggerimenti dello sciamano e procederò con il tagliando annuale, ma gli preciserò che la mia non è arrendevolezza, ah proprio no!!! D’altra parte, ogni tot kilometri anche le auto più perfette ne hanno bisogno.
Sono comunque certa, che prima ancora di procedere con gli esami, si sistemerà tutto grazie alla mia prossima partenza. Come sempre, di fronte ad un borsone da preparare ed una carta stradale, il mio morale sale alle stelle
Nel frattempo, questa mattina, meditavo una piccola fuga, complice il fatto che, per fare delle commissioni di lavoro ho dovuto sostare al Porto Antico (proprio sotto il Galeone… ). Un cielo blu terso, il mare, le barche a vela … devo dire che la tentazione di imbarcarmi sul battello per San Fruttuoso è stata veramente forte, non so come ho fatto a resistere! Mi è comunque sparito temporaneamente il sorriso quando, biglietto del parcheggio alla mano, mi sono diretta alle casse: un quarto d’ora di sosta, giusto il tempo di parcheggiare per evitare una multa, entrare all’Ufficio Postale, e la somma dovuta era di 2 EURO!!! Cose da pazzi… anzi no, cose da Comune di Genova che ha lottizzato tutti i posti disponibili in città per trasformarli in sosta a pagamento! Ormai il cuore di Genova è tutto così. Non esistono più posti liberi, regolamentati dalle care e vecchie strisce bianche di sosta gratuita, e nemmeno quelli con zona disco orario, nonostante sia uscita una legge comunale per cui è obbligatorio avere un certo numero (seppur bassissimo) di posti non regolamentati vicino ai parcheggi delle cosiddette aree BLU. Si rischia quindi di spendere per il parcheggio la stessa cifra destinata ad una cena nei locali di Sottoripa o del pub alla moda. Lo so, la mia filippica non serve a molto, non in solitaria almeno, ma vuole solo raccomandarvi di non venire a Genova in auto. O, nel caso, avvisatemi e Vi trovo un parcheggio gratuito in zona periferica, ma collegata benissimo con la mini Metro al centro!
Come panacea per tutti questi malesseri, voglio però riportarvi il sorriso e vi linko quindi un piccolo video del mio amico Goran Kuzminac, splendido esempio del tempo che NON passa invano. Cantautore anni ’70-80 (e non solo), favoloso strumentista, dalla voce molto gradevole, con al suo attivo brani che raccontano sempre delle bellissime storie, con il suo ultimo lavoro ‘Dio suona la chitarra’ oltre ad aver realizzato performances con strumenti particolari, ha saputo coniugare ottima musica con testi che in molti casi rappresentano in chiave ironica la realtà politica. Eccovi quindi la sua ultima fatica: un video home made, dallo stile a metà tra ‘Chi ha incastrato Roger Rabbit’ ed il famoso ballo di Gene Kelly con Tom & Gerry.
Ovviamente, ogni riferimento a fatti o persone esistenti è puramente casuale…
Buona visione!
![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons 6/9/2009 Non so se...Sia l'effetto 'primavera avanzata' o un rigurgito legato alla recente campagna elettorale, ma è un dato di fatto che nell'ultima settimana si sia acuita la presenza di 'personaggi' - per usare un eufemismo - che si divertono a commentare in modo caustico o addirittura maleducato.
Caratteristica principale è il nick assolutamente inidentificabile, il profilo non condiviso e ovviamene la mancanza totale di uno space. [Naturale, a che gli servirebbe uno space se a mala pena sono in grado di articolare un pensiero di senso compiuto?] Gente che si diverte, a modo suo, nel lasciare commenti a dir poco ineducati, strafottenti o vietati ai minori.
Riconosco che anche in queste presenze c'è una certa ciclicità, poichè non è la prima volta che mi capita, o una costante, vedete voi.
Io ho deciso che per la mia serenità mentale è assolutamente necessario rifuggere da discussioni o confronti con emeriti sconosciuti e, soprattutto, poveri di spirito totali. Chiamatela presunzione, ma è certo che non voglio tirar fuori il meglio di me stessa nel rispondere con linguaggio adeguato a chi mi lascia commenti del tipo "bene, le elezioni sono andate bene" oppure 'piantala di sparare cazzate e va' a lavorare'... Si classificano già da soli no? se ci aggiungete che poi mi mandano anche i PVT, capirete che la misura è colma.
Non ho voglia di passare il tempo ad eliminare commenti, facendo supposizioni sull'identità reale di tali mentecatti, che nel 90% dei casi sono anche persone che ho conosciuto e che ho 'abbandonato' per incompatibilità di carattere, gente che passa il tempo ad invidiare gli altri, che ama i sotterfugi e si diverte nel mettere zizzania... No, no, grazie, ho di meglio da fare! E lascio pure che credano di avermi 'infastidita'... come ho detto a Paola, "non ti curar di lor, ma guarda e passa".
Ergo: da oggi, space aperto solo per gli amici.
Tanto che me frega del numero dei commenti, di conoscere altra gente, di fare la raccolta delle figurine?
ps. oggi mi veniva in mente una frase che mi ha detto qualcuno un po' di tempo fa: se vuoi far litigare le persone devi parlare di religione, di politica o di calcio. La prima è fuori dal mio ordine di idee, l'ultimo è invece un argomento che non tocco, essendo tifosa (ma non malata) di una squadra che non è certo all'altezza degli onori delle cronache (ma a me piace così, sempre sul fil di lama, e non cambio di certo...).
Di politica... ecco, secondo la mia concezione personale, TUTTO è politica.
Quindi, secondo il detto, dovrei stare zitta e riempire pagine e pagine di glitter e poesie magari scopiazzate a destra e a manca??? Scordatevelo!
Credo che una delle cose a cui tengo maggiormente sia la mia libertà, nel rispetto del principio che essa termina dove inizia quella del mio prossimo. Non provate però a limitarmela. Avreste in cambio una jena!
![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons 6/8/2009 Risultati elettorali...PAROLE E FATTI Certi Sorcetti pieni de giudizzio s'ereno messi a rosicà er formaggio, fecero finta de tené un comizzio. Un Sorcio, infatti, prese la parola con un pezzo de cacio ne la gola. Colleghi! - disse - questa è la più forte battaja der pensiero che s'è vista: io stesso lotterò pe' la conquista de l'ideale mio fino a la morte! Voi pure lo farete, so' sicuro... - Ogni Sorcetto j'arispose: - Giuro! Fanno le cose propio ar naturale, disse er Miciotto - come fosse vero. L'appetito lo chiameno Pensiero, er formaggio lo chiameno Ideale... Ma io, però, che ciò l'Istituzzione, me li lavoro tutti in un boccone. (Trilussa) Dedicato agli 'italiani'... ed agli amici romani |
Guestbook, contatto & avvisi
ovvero ciò che non posso (o non voglio?) cambiare...
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